Riprendendo l'argomento dedicato ai piatti finti esposti nelle vetrine di tutto il Giappone, ora finalmente andiamo a scoprire quale sia il segreto di tali opere che ingannano prima la vista e poi il palato.
Tra colori e spatoline, nascono queste prelibatezze in resina, ma nessuno chissà perché le assaggia. Infatti non ci troviamo in una cucina ma in un vero e proprio laboratorio artigianale.
Nella galleria fotografica, realizzata ad Asakusa e pubblicata su Le Monde Voyage, vengono illustrati i diversi passi per creare un piatto in resina.
Galleria Fotografica
(fonte: Le Monde voyage)
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venerdì 21 gennaio 2011
lunedì 17 gennaio 2011
Sushi finto e spaghettini finti
A Tokyo, alla ricerca di un buon ristorante, si può essere attratti dalle pietanze colorate ed apparentemente gustose esposte in vetrina: non sono dei veri manicaretti, ma soltanto delle ingannevoli riproduzioni in resina.
Disposti in bella mostra, sembra di scegliere un piatto, come si fosse in un supermercato, lasciando che gli occhi siano attratti dall'evidenza estetica e non dal giudizio del gusto. All'occhio si possono solo indovinare gl'ingredienti ed ad uno straniero non viene concesso di avere un'idea solo che della forma, ma non il nome del piatto, in genere riportato rigorosamente in Kanji.
Galleria fotografica
(Fonte: Le Monde)
Disposti in bella mostra, sembra di scegliere un piatto, come si fosse in un supermercato, lasciando che gli occhi siano attratti dall'evidenza estetica e non dal giudizio del gusto. All'occhio si possono solo indovinare gl'ingredienti ed ad uno straniero non viene concesso di avere un'idea solo che della forma, ma non il nome del piatto, in genere riportato rigorosamente in Kanji.
Galleria fotografica
(Fonte: Le Monde)
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