venerdì 20 marzo 2009
BELGIUM: ACEA bemoans 'devastating' crisis
The economic recession and financial crisis have a 'devastating' effect on the automotive industry with serious implications for the wider economy, according to a report by Global Insight commissioned by the European Parliament and seized on by carmakers' association, ACEA.
ACEA says that the current crisis is threefold in nature: financial, economic and structural:
Financial: a drastically limited access to credit; and high costs of credits if available, both for the manufactures, their suppliers and for potential buyers of cars and trucks;
Economic: a dramatic drop in demand for both passenger cars and commercial vehicles;
Structural: low margins due to an increasingly complex and diverse product portfolio; and an increasingly pressing demand to adapt manufacturing, logistics, vehicles and R&D to meet environmental needs
The report says the automotive industry is the 'engine' of the European economy: around one in ten jobs in Europe depend directly or indirectly on the automotive sector; the industry is the largest investor in innovation and R&D and a formidable export force.
Lower levels of automotive manufacturing in Europe have a large spiraling effect on the wider economy because of the thousands of small and medium sized companies involved in the supply chain, vehicle sales and after-sales services, the report says.
The relative overcapacity in the industry, though often cited, is not a reason for the troubles that auto manufacturers are currently facing, ACEA maintains.
The cause of the current crisis is the unprecedented credit crunch and the rapid deterioration of all key automotive markets, the report says.
The report goes on to say that 'it is most essential' that EU governments and institutions ensure access to liquidity, through the European Investment Bank and in other ways.
It's vital that governments stimulate demand for new vehicles with fleet renewal schemes: this will benefit both the economy and the environment, ACEA says.
domenica 21 dicembre 2008
L'alleanza Tokyo-Pechino per proteggere la Corea
Nessuna decisione concreta è stata presa che possa assomigliare ad un maxipiano asiatico (non c'era da aspettarselo). Tuttavia il summit ha sancito un accordo che invece è di una concretezza immediata: una rete di currency swaps fra le tre banche centrali che crea un dispositivo di mutuo soccorso. E' un passo importante. Dietro si intravvede il timore che questa crisi globale possa mettere in serie difficoltà l'anello più debole della neonata triplice alleanza: la Corea del Sud già da settimane subisce attacchi speculativi contro la sua moneta nazionale, fughe di capitali e svalutazioni. Né Pechino né Tokyo hanno interesse a stare alla finestra se affonda la Corea del Sud, importante partner commerciale e nona potenza industriale del pianeta. Gli accordi di currency swaps sono quindi, anzitutto, un messaggio forte lanciato ai mercati: dietro alla Corea del Sud ora ci sono le due banche centrali più ricche del pianeta. La cinese e la giapponese insieme "pesano" per più di 3.000 miliardi di riserve valutarie. Adesso quelle risorse possono essere mobilitate istantaneamente per interventi di sostegno della moneta sudcoreana.
Un altro miracolo politico è stato, se non provocato, almeno accelerato dai timori della crisi. Questo riguarda le relazioni fra la Cina continentale e Taiwan. Da oggi partono alla grande i collegamenti diretti con l'isola: 16 voli passeggeri nonstop al giorno; via libera anche al primo collegamento nonstop per i voli cargo, da Guangzhou (Canton) a Taipei; inaugurazione di rotte dirette per la navigazione mercantile fra 63 porti della Repubblica navale e 11 a Taiwan; lancio del servizio di recapito postale diretto. Prima per ragioni politiche la maggior parte dei collegamenti dovevano transitare da "zone terze", in particolare Hong Kong (che appartiene alla Cina ma ha lo statuto di Regione amministrativa speciale con molte diversità e privilegi).
Questo balzo in avanti nel disgelo fra Pechino e Taipei è un'evoluzione politica che matura da mesi, per la precisione da quando gli elettori taiwanesi hanno scelto un presidente meno apertamente indipendentista. Tuttavia la crisi economica ha fatto la sua parte. I dirigenti politici sulle due sponde dello Stretto hanno capito che in una fase come questa tutto ciò che può dare slancio al commercio estero e agli investimenti internazionali è manna dal cielo.
(15 dicembre 2008, Federico Rampini, Piazza Asiatica)
martedì 20 maggio 2008
Tre giorni di lutto in Cina

Il Quotidiano del popolo "Renminribao"

China Daily

Agenzia Xinhua

ALIBABA
Per ricordare ciò che è successo e piangere le vittime ad una settimana dalla prima terribile scossa, la Repubblica Popolare Cinese osserverà tre giorni di lutto nazionale.
Anche molte testate giornalistiche online come l'Agenzia Xinhua ed il portale di trading online Alibaba.com.cn ricordano questo terribile giorno ed hanno i colori del lutto.
Sul sito in inglese della Croce Rossa cinese vi sono le indicazioni per chi volesse donare denaro a favore dei soccorsi.
RED CROSS SOCIETY OF CHINA
lunedì 19 maggio 2008
Beijing Olympic Slogan

- tóng yī ge shìjiè, tóng yī ge mèngxiǎng
- 同一个世界,同一个梦想 (simplified Chinese characters)
- 同一個世界,同一個夢想 (traditional Chinese characters)
- 10 syllables, 8 words, 58 pen(cil) strokes (simplified Chinese characters)
- 10 syllables, 8 words, 75 pen(cil) strokes (traditional Chinese characters)
English:
- One World, One Dream
- 4 syllables, 4 words, approximately 25 pen(cil) strokes
sabato 17 maggio 2008
About free chinese font
I don't know if it's working properly.
I will let you know, if it works, you can write even in sanskrit!
Emergenza nella Contea di Beichuan - Provincia del Sichuan
Il tempo passa e le possibilità di nuovi salvataggi diventa sempre più remota, gli argini di laghi e fiumi s'indeboliscono a causa delle scosse di assestamento, un milione di persone è in stato di emergenza, quindi costretto a spostarsi verso zone collinari a riparo dalle acque.
Galleria immagini - fonte NPR.org
martedì 19 febbraio 2008
Minerale di ferro, rialzo prezzi del 65%
| Le tre maggiori imprese siderurgiche asiatiche hanno concordato con la brasiliana Vale, numero 1 tra i produttori di minerale di ferro, un rincaro del 65% per le forniture dell'annata che inizierà il 1° aprile. È il primo accordo e scavalca sia ArcelorMittal, il più importante gruppo siderurgico mondiale, sia Baosteel, che rappresenta la Cina, di gran lunga il principale importatore di ferro. Ma, come sempre, il rialzo del 65% farà testo per i contratti successivi. |
